Davide contro Golia: l’uomo e la natura 

Vivi Pensando

Sono case distrutte, ponti crollati e strade allagate; sono città rase al suolo e vie interrotte; sono la memoria andata persa e la morente quotidianità, i resti prodotti dalla forza distruttrice della natura, la quale non ha alcuna pietà, né limite. Sono questi i momenti in cui l’uomo si rende conto della propria impotenza, nonostante gli appartenga quell’intelletto che si costringe nell’andare oltre le proprie capacità. Si alinea dalla natura stessa, la quale è una coscienza priva di coscienza, una serie di leggi che regolano il funzionamento del mondo e organizzano i doveri di ogni essere vivente. Da ciò scaturisce il contraddittorio e conflittuale rapporto tra uomo e ambiente, nel quale il vero protagonista è il primo, sempre in cerca di comprendere il secondo, senza mai riuscirci completamente. Scrutandone i segreto e capirne le regole, alle quali disubbidisce tentando di prevalerle. Perciò ci sono uomini che inquinano mari e terre…

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L’inganno 

Vivi Pensando

È aberrante che venga emanato un bando per l’annullamento dei visti a tutti i cittadini provenienti da sette Stati islamici, in un Paese che si definisce democratico. Lo è anche la determinazione nel voler costruire un muro al confine tra Stati Uniti e Messico; un muro di calcinacci corrispondente a barriere mentali di pregiudizi, affermate con l’appoggio di quelle politiche autoritarie mediante il voto. Sì, voto, perché Trump è stato votato, è stato eletto dal popolo, del quale egli risponde alle feroci e infime pulsioni ossia alla disperazione e alla paura, illudendo e promettendo quella sicurezza che esclude qualsiasi forma di libertà e uguaglianza; le promesse di ricchezza e di benessere intorpidiscono la coscienza con la quale ci si domanda se è giusta una tale decisione e conduce alla ricerca del vero celata dalla mera retorica: questa è l’ideale condizione per imporre una tirannia. Quelle latenti e subdole, nascoste da…

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Non comprendevo 

Destroy Diary-il diario di una distruttrice

<< Non comprendevo il perché tu scrivi, perché indugi nel rendere parola scritta i tuoi pensieri, le tue ideologie invece di dirle ma poi ho capito quando ho provato anche io a scrivere. Ho capito che questo mondo è crudele e non ascolta davvero e tu hai troppo da dirgli. Ho capito che scrivere costringe a pensare e a dare retta quelle piccolezze della realtà che la rendono speciale ma nessuno se ne accorge perché distratto dal proprio Se. Ho capito che scrivendo si vive davvero, pienamente ed eternamente. E io l’ho scoperto troppo tardi e tu troppo presto ma, finalmente, io ti ho capita. >>

(Futuro stralcio del libro che sto scrivendo

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Scrivere: la condanna alla sensibilità 

Destroy Diary-il diario di una distruttrice

Se qualcuno potesse entrare nella mia testa, capirebbe che essere scrittori è una condanna. La condanna alla sensibilità, alla meraviglia di quei insignificanti dettagli. È il coraggio di analizzarli sino al profondo essere, senza temere le proprie ombre , di analizzare la realtà cercando di comprendere bellezza e bruttezza, gioia e sofferenza.

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Il Viaggio della Memoria: testimoniare ciò che è stato

Destroy Diary-il diario di una distruttrice

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Si dice che la violenza sia insita nell’uomo, che sia parte imperfetta dell’umanità ma, quei fatti accaduti tra il 1939 e il 1945, corrispondenti allo sterminio denominato Shoah o Olocausto, sono oltre a ciò che è umano e i sopravvissuti hanno dato le loro testimonianze che sottoscrivo per il dovere che mi è stato dato ed è stato ricevuto a chi ha affrontato quest’oggi il viaggio della memoria: testimoniare ciò che è stato.
Il principio del disastro furono i ghetti: uno dei primi fu quello di Cracovia (in Polonia). Delimitato dalla città da due barriere naturali, che sono il fiume Vistola e uno strapiombo vicino a un asilo, costudisce l’inizio drammatico testimoniato dalle molteplici storie. Il ghetto appare come un quartiere normalissimo di una qualunque grande città, palazzi, negozi e famiglie che trascorrono la loro quotidianità, eppure quelle mura, quelle costruzioni non trasmettono quiete né serenità bensì una sensazione di…

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Non si doveva far rumore

Destroy Diary-il diario di una distruttrice

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Il senso di vuoto: è proprio questa la sensazione che si può percepire nel momento in cui entri in quelle camere, che composte vengono chiamate casa. I mobili confiscati dopo l’arresto della famiglia Frank, quella a cui ha appartenuto la famosa Anna Frank, non sono stati più riposti nelle stanze per volere del padre, Otto Frank. Il senso di non ritorno di quelle famiglie che non esistono più, spazzate in quelle camere a gas di Auschwitz è quello che egli ha voluto trasmettere con la sua decisione. La sospensione è quello che ho provato, quella del tempo che si è annullato nel momento dell’arresto come la vita, poi, di parte di quella famiglia: Anna Frank e la sorella, morte di tifo e la madre nella camera a gas di Birkenau. Sono rimaste però appesi sulle pareti ritagli di giornali, immagini di animali o delle celebrità del mondo del cinema che…

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L’Italia che trema: la memoria delle parole

Destroy Diary-il diario di una distruttrice

Ogni generazione ha la sua storia di terremoti, quel tremore della terra che rende mobile ciò che è in perenne staticità. Ogni generazione si porta con sé il dolore della perdita, esorcizzato con il raccontare delle proprie esperienze. Questo è l’importante, che diviene dovere: testimoniare affinché ciò che è accaduto non rimanga solo passato ma diventi memoria. Ma è difficile dimenticare quelle piante che sono costrette a danzare balli frenetici e isterici; le montagne imponenti, essere ferite, spezzate. I letti caldi e i divani sballottare e le case mostrare le fragilità e crollare su se stesse. Fragile è l’uomo che si piega a piangere temendo di parlare, ma deve farlo, perché è l’unico modo di dimenticare quelle macerie nonostante la terra continui a scuotersi. La natura è matrigna e non le importa dei suoi figli e a questa natura, a quei terreni che quegli stessi uomini addolorati ne sono affezionati…

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“Noi siamo sempre al di là di noi stessi”, il pensiero di Montaigne

Destroy Diary-il diario di una distruttrice

Montaigne, nato nel 1533 a Bordeaux, è stato filosofo, scrittore e politico francese. Compie i suoi studi a Tolosa, nel periodo tra il 1546 e il 1554. Successivamente, nel 1557, diviene consigliere alla Corte degli Aiuti (Court des Aides), in seguito opererà come magistrato a Bordeaux. Nel 1570, stanco della vita pubblica, si ritira nel proprio castello di Périgord, nel quale si dedicherà ai suoi studi. Compirà diversi viaggi tra Svizzera, Germania e Italia. Successivamente sarà anche assunto in carica come sindaco dì Bordeaux. Qui morirà nel 1592.Le sue opere più importanti sono: i Saggi (o Essais), L’Educazione, Dei libri, dell’amicizia, dell’esperienza.

Il motto Che cosa conosco? sarà il punto di tutto il suo pensiero filosofico.

I Saggi o Essais

<<Voglio che mi si veda qui nel mio modo d’essere semplice, naturale e consueto, senza affettazione né artificio: perché è me stesso che dipingo. Si leggeranno qui i miei…

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Il dramma di uno scrittore 

Destroy Diary-il diario di una distruttrice

Le idee sono imprevedibili, ti colgono di sorpresa e per uno scrittore ciò è un dramma. Quando arrivano, soprattutto le più geniali, si vuole appuntarle ma, immancabilmente, non si ha modo né mezzi per scriverle. Per tal ragione, si possono notare appunti scritti sul braccio o nei tovaglioli di un ristorante. Io ritrovo i miei pensieri scritti su ogni cosa soprattutto nei libri scolastici, i quali ne sono pieni.

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